Tra gli schemi terapeutici proposti per ridurre il rischio di infezione o l’infiammazione in corso di malattia SARS-COV-2 vi è anche l’assunzione cronica di un farmaco antimalarico: l’Idrossiclorochina utilizzata non solo per la cura della malaria, ma anche per la terapia dell’artrite reumatoide e del lupus eritematoso sistemico.
L’efficacia di questo trattamento nell’ambito dell’infezione da coronavirus non è ancora stata provata scientificamente, e per questo motivo stanno partendo in tutto il mondo TRIAL di ricerca, ovvero studi clinici per valutarne l’effettiva efficacia.

 

.Professore Giulio Maria Modorati

Chiediamo al Dottor Giulio Maria Modorati, oculista ed esperto di Uveiti, se l’assunzione di questo farmaco come cura contro il coronavirus può compromettere il benessere e la salute dell’occhio.

L’Idrossiclorochina può intaccare l’equilibrio oculare?

Questo farmaco è comunemente utilizzato in reumatologia per il trattamento di numerose patologie autoimmuni. Si è visto che alcuni pazienti, trattati cronicamente con questo farmaco, dopo molti anni di terapia, hanno sviluppato alterazioni retiniche anche gravi in sede maculare. Per questo motivo si deve eseguire una prima visita oculistica a inizio terapia per escludere patologie maculari predisponenti e visite successive annuali per monitorare la funzionalità retinica.

 Come si svolgono gli esami mirati?

Dopo una visita oculistica vengono prescritti esami oftalmologici strumentali per valutare la morfologia maculare e il grado di funzionalità retinica globale. Questi esami consentono di evidenziare eventuali accumuli patologici del farmaco prima della comparsa dei sintomi. Gli esami più comunemente utilizzati sono: OCT, Elettroretinogramma, perimetria computerizzata e retinografia in autofluorescenza.

Si tratta di un problema diffuso?

Da numerose pubblicazioni internazionali emerge che la comparsa di lesioni retiniche è estremamente rara. Oltretutto, si manifestano solo dopo molti anni di trattamento. Perciò, tornando all’uso di questo farmaco a dosaggio pieno per COVID-19, i ricercatori hanno evidenziato come la sua assunzione per periodi relativamente brevi non possa danneggiare la retina.

 

Photo Courtesy: Don Giovanni Collection di Fornasetti