L’argomento vaccinazione, antinfluenzale e anti Covid-19, è più che mai attuale perché genera il timore degli effetti collaterali, e degli eventuali disagi, che l’immunoprofilassi può provocare nell’organismo. Sempre più frequentemente, poi, le persone con uveite si interrogano se il vaccino siano realmente necessari e quali possono essere gli effetti collaterali. 

 

Professore Giulio Maria Modorati

Chiediamo al professor Giulio Maria Modorati, esperto di uveite e occhio secco, di fare chiarezza su questo tema.

 

Quale legame esiste tra vaccino e uveiti?

I dati dicono che effettivamente esiste, in generale, un rapporto tra vaccini e uveiti. In una recente pubblicazione scientifica (E.T. Cunningham, Ocular Immunology and Inflammation vol 27 2019; issue 4;) si evidenzia, infatti, come la causa più frequente di uveiti post vaccinazione siano quelle specifiche contro l’epatite B, il papilloma virus, TB ecc. In questi casi, l’uveite compare mediamente dopo 16 giorni  ed è più frequente nelle donne al di sopra dei 30 anni di età.

Sempre più frequentemente i pazienti affetti da uveite chiedono al proprio medico oculista se possono essere vaccinati. Cosa possiamo dire a queste persone?

In generale i pazienti con uveite possono essere divisi in due grandi gruppi: 

- pazienti affetti da uveite non attiva e non più in terapia farmacologica immunosoppressiva sistemica o topica.

- pazienti affetti da uveite non attiva perché in terapia farmacologica immunosoppressiva sistemica o topica.

In generale consigliamo ai pazienti di entrambi i gruppi di eseguire tutte le vaccinazioni necessarie.

In particolare, questo vale anche per il vaccino anti Covid-19 che può essere fatto in tutti i pazienti affetti da uveite. Al momento, infatti, non esistono in letteratura descrizioni di casi clinici di riaccensione di questo disturbo. Quindi attualmente l’uveite non rappresenta una controindicazione assoluta all’esecuzione della vaccinazione suggerita in seguito all’emergenza sanitaria.