Sulfasalazina e uveite. Non è frequente associare questi due termini. Farmaco noto da oltre 80 anni, e sintetizzato negli Anni Quaranta, unendo un antibiotico sulfamidico (la sulfapiridina) a un salicilato (l'acido 5-amino-salicilico, 5-ASA), la sulfasalazina è oggi un cardine terapeutico consolidato in due ambiti ben distinti: le malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e, in misura minore, malattia di Crohn) e alcune forme di artrite, in particolare l'artrite reumatoide sieronegativa e le manifestazioni articolari periferiche delle spondiloartriti.
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In questo spazio curato dalla giornalista Francesca Marotta* sono analizzati i risultati delle ricerche scientifiche internazionali più interessanti nell’ambito dell’occhio secco, dell’uveiti e dell’oncologia oculare, con il commento del Dottor Giulio Maria Modorati, oftalmologo e Direttore del Centro Uveiti di Milano.
*Giornalista Professionista di salute e benessere
Il Losartan topico è oggi oggetto di crescente interesse scientifico come possibile trattamento off-label per alcune forme di opacità, haze e fibrosi corneale. L’ipotesi terapeutica si basa sulla sua capacità di modulare i segnali pro-fibrotici legati al TGF-beta e alla risposta dei miofibroblasti; tuttavia, il suo impiego resta riservato a casi selezionati, richiede prescrizione specialistica, preparazione galenica e monitoraggio clinico nel tempo.
Le lacrime artificiali sono tra i trattamenti più usati per l’occhio secco, ma non sono tutte uguali. La scelta dovrebbe considerare non solo il principio attivo, ma anche la presenza di conservanti e il tipo di confezionamento. In questa intervista, Francesca Marotta ne parla con il Professor Giulio Maria Modorati, specialista in oftalmologia, esperto di uveite e occhio secco e fondatore del Centro Uveiti Milano.
L’occhio rosso è un segno clinico frequente, ma non sempre benigno: prima di ricorrere a un trattamento sintomatico è necessario distinguere l’iperemia congiuntivale lieve da quadri che richiedono diagnosi e gestione urgente. In assenza di dolore, calo visivo, fotofobia intensa, secrezione purulenta o iniezione pericheratica, un collirio decongestionante a base di brimonidina tartrato allo 0,025% può avere un ruolo limitato e sintomatico: ridurre temporaneamente l’arrossamento di natura irritativa o aspecifica, senza curarne la causa [1-4].
Ricevere una diagnosi di glaucoma primario ad angolo aperto può disorientare: la vista può sembrare normale, l’occhio non fa male e la terapia è spesso un collirio da usare ogni giorno anche in assenza di sintomi. Il glaucoma è una neuropatia ottica progressiva: il nervo ottico, che trasmette le immagini dall’occhio al cervello, può danneggiarsi lentamente nel tempo. Il principale fattore di rischio modificabile è la pressione intraoculare. La terapia medica non ripara il danno già avvenuto, ma può rallentare o bloccare la progressione della malattia riducendo la pressione oculare e adattando il trattamento al singolo paziente [1-3,6].
L’FDA (Food and Drug Administration), l’ente governativo statunitense incaricato di regolamentare i farmaci messi sul mercato, ha approvato recentemente l’uso del primo spray nasale per la cura dell’occhio secco.
L’argomento vaccinazione, antinfluenzale e anti Covid-19, è più che mai attuale perché genera il timore degli effetti collaterali, e degli eventuali disagi, che l’immunoprofilassi può provocare nell’organismo. Sempre più frequentemente, poi, le persone con uveite si interrogano se il vaccino siano realmente necessari e quali possono essere gli effetti collaterali.