In un recente webinar, un seminario interattivo svoltosi su internet, sono stati evidenziati dei dati molto interessanti sul rapporto tra malati immunosoppressi e infezione da Covid 19. All’incontro organizzato dalla Regione Lombardia hanno partecipato oltre che il professor Massimo Galli, direttore responsabile malattie infettive 3 dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, anche un reumatologo, un dermatologo e un gastroenterologo.

Ebbene tutti i relatori hanno mostrato e illustrato le ricerche personali, condotte su pazienti in cura nei loro reparti, in cui si evidenziava chiaramente l’assoluta assenza di un aumento di infezioni da SARS-COV-2 nel gruppo di pazienti trattati cronicamente con immunosoppressori per malattie autoimmuni.

 

 

Professore Giulio Maria Modorati

Chiediamo al Dottor Giulio Maria Modorati, oculista ed esperto di occhio secco, come interpretare questi dati.

Il virus rappresenta un pericolo maggiore per i pazienti con uveite e in terapia con immunosoppressori sistemici?
Nonostante la numerosità dei pazienti valutati in questi studi non fosse elevata, il lavoro fatto dai colleghi evidenzia che chi è in cura con immunosoppressori non è esposto a un pericolo maggiore di contrarre il virus.

Sembrerebbe quindi che l’immunosoppressione farmacologica non aumenti il rischio di contagio?
Non solo: il paziente immunodepresso, conscio della sua situazione, prenderebbe precauzioni più attente per evitare il contagio. Un altro aspetto già riportato in letteratura e dai media sarebbe che l’effetto antinfiammatorio di questi farmaci migliorerebbe la prognosi dei pazienti con infezione da Covid 19.

A quali attenzioni deve attenersi chi ha contratto una uveite e assume questo tipo di farmaci?
I pazienti con uveite in terapia immunosoppressiva sistemica devono mantenere il loro trattamento stabile perché non sembrano avere un rischio aumentato di contagio. Questo non significa che non debbano mantenere attive tutte le precauzioni anti-contagio stabilite per legge ma devono semplicemente applicarle con rigore. Un’altra importante raccomandazione è di non autosospendere le terapie immunosoppressive in corso né sottovalutare peggioramenti visivi. Per eliminare qualsiasi dubbio al riguardo rimango a disposizione di tutti i pazienti via mail o telefonicamente.