Le lacrime artificiali sono tra i trattamenti più usati per l’occhio secco, ma non sono tutte uguali. La scelta dovrebbe considerare non solo il principio attivo, ma anche la presenza di conservanti e il tipo di confezionamento. In questa intervista, Francesca Marotta ne parla con il Professor Giulio Maria Modorati, specialista in oftalmologia, esperto di uveite e occhio secco e fondatore del Centro Uveiti Milano.
Le lacrime artificiali vanno scelte con cura
Occhio secco: sintomi e film lacrimale. L’occhio secco è una malattia della superficie oculare legata ad alterazioni del film lacrimale. Può causare bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo, visione instabile, secchezza o lacrimazione eccessiva. Nei casi più importanti può danneggiare la cornea. Per questo la scelta delle lacrime artificiali dovrebbe avvenire dopo una visita oculistica e all’interno di una corretta terapia dell’occhio secco.
Lacrime artificiali con o senza conservanti: cosa dice PubMed. La letteratura scientifica mostra che i conservanti nei colliri, soprattutto il benzalconio cloruro (BAK), possono avere effetti tossici sulla superficie oculare, in particolare con uso frequente o prolungato [1–4]. Uno studio multicentrico ha valutato il passaggio da lacrime artificiali con conservanti a formulazioni senza conservanti con ialuronato in pazienti con occhio secco [5].
Dopo il passaggio alle lacrime artificiali senza conservanti, il 97% dei pazienti ha riferito un miglioramento dei sintomi. Anche i segni corneali sono diminuiti: la cheratite puntata superficiale è passata dal 73% al 46,1% [5]. Il 94% dei pazienti ha preferito il trattamento senza conservanti [5].
Per questo, nei pazienti con occhio secco, infiammazione o uso ripetuto di colliri, è importante ridurre l’esposizione ai conservanti, compresi quelli definiti “soft” o “vanishing” [1,2]. La scelta più prudente è orientarsi verso colliri senza conservanti, indicati dall’oculista in base al tipo di occhio secco e alla frequenza d’uso.
Monodose o multidose senza conservanti. Una volta scelto un collirio senza conservanti, conta anche il confezionamento. I monodose sono utili in diverse situazioni, ma possono generare più packaging e plastica. Quando disponibili, adatti al paziente e correttamente utilizzati, i flaconi multidose senza conservanti rappresentano una scelta più sostenibile: proteggono la superficie oculare e possono ridurre i rifiuti rispetto all’uso continuativo di molte fiale monodose [6–8].
Dopo questo razionale scientifico, l’intervista approfondisce come tradurre questi principi nella scelta pratica delle lacrime artificiali.
Intervista al Prof. Giulio Maria Modorati

Quanti tipi di lacrime artificiali esistono?
Prof. Giulio Maria Modorati: «In commercio esistono molte lacrime artificiali, con principi attivi e concentrazioni diverse. La differenza non è solo commerciale: formulazione, qualità degli ingredienti e sistema di confezionamento possono influire sulla tollerabilità».
Quali criteri usare nella scelta?
Prof. Giulio Maria Modorati: «Valuto soprattutto la qualità del prodotto e l’affidabilità dell’azienda. Quando possibile, prescrivo lacrime artificiali senza conservanti, perché sono meglio tollerate dalla superficie oculare, soprattutto nei trattamenti ripetuti o prolungati».
Perché verificare l’assenza di conservanti
I conservanti possono essere un problema?
Prof. Giulio Maria Modorati: «Sì. Le evidenze indicano che il passaggio da lacrime artificiali con conservanti a formulazioni senza conservanti può migliorare sintomi e tollerabilità [1–5]. Per questo, quando possibile, oriento la scelta verso colliri senza conservanti, anche quando l’alternativa contiene conservanti definiti “soft”. Tra monodose e multidose senza conservanti, considero preferibili i multidose quando sono disponibili e appropriati: proteggono la superficie oculare e riducono packaging e plastica. La scelta deve comunque essere guidata dall’oculista».
Quando rivolgersi all’oculista
Cosa fare in caso di dubbi?
Prof. Giulio Maria Modorati: «In caso di bruciore persistente, arrossamento, visione instabile, sensazione di corpo estraneo o bisogno frequente di colliri lubrificanti, è consigliabile programmare una visita oculistica. Una diagnosi corretta permette di individuare il tipo di occhio secco e scegliere il trattamento più adatto».
Proteggi la superficie oculare: prenota uno screening
In caso di secchezza oculare severa, lesioni corneali che non guariscono o cheratite cronica, è importante una valutazione specialistica. Presso il Centro Uveiti Milano, il Professor Giulio Maria Modorati esegue controlli dedicati alla superficie oculare per individuare il percorso più adatto.
Per una valutazione specialistica della superficie oculare, richiedi una visita presso il Centro Uveiti Milano.
Disclaimer medico-legale. Questo contenuto ha finalità esclusivamente informativa e divulgativa. Non sostituisce la visita oculistica, la diagnosi o la prescrizione del medico. Non iniziare, sospendere o modificare colliri o altri trattamenti senza il parere dello specialista. In caso di dolore, calo visivo, arrossamento importante, secrezione, fotofobia o peggioramento dei sintomi, rivolgersi tempestivamente a un oculista o a un servizio medico urgente.
Bibliografia PubMed essenziale
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