L’occhio rosso è un segno clinico frequente, ma non sempre benigno: prima di ricorrere a un trattamento sintomatico è necessario distinguere l’iperemia congiuntivale lieve da quadri che richiedono diagnosi e gestione urgente. In assenza di dolore, calo visivo, fotofobia intensa, secrezione purulenta o iniezione pericheratica, un collirio decongestionante a base di brimonidina tartrato allo 0,025% può avere un ruolo limitato e sintomatico: ridurre temporaneamente l’arrossamento di natura irritativa o aspecifica, senza curarne la causa [1-4].
Per un portale specialistico dedicato alle uveiti, il punto decisivo non è la semplice riduzione estetica del rossore, ma la diagnosi differenziale. Quando si parla di occhio rosso è importante distinguere l’iperemia superficiale e transitoria da condizioni potenzialmente severe, come uveite anteriore, cheratite infettiva o glaucoma acuto ad angolo chiuso.
In questa intervista, la giornalista Francesca Marotta dialoga con il ProfGiulio Maria Modorati, specialista in oftalmologia, esperto di uveite e occhio secco e founder del Centro Uveiti Milano, per chiarire un punto clinico essenziale: quando il trattamento sintomatico dell’occhio rosso può essere appropriato e quando, invece, il rossore deve essere interpretato come un segnale che richiede valutazione oculistica urgente.
Intervista al Prof. Giulio Maria Modorati

Occhio rosso, brimonidina 0,025% e criteri di esclusione clinica
In quali casi la brimonidina tartrato 0,025% può essere considerata nella gestione dell’iperemia congiuntivale lieve, e qual è il suo meccanismo d’azione sulla superficie oculare?
Prof. Giulio Maria Modorati: «La brimonidina tartrato 0,025% è un principio attivo utilizzato in collirio decongestionante per la riduzione temporanea dell’arrossamento oculare lieve. Dal punto di vista farmacologico, è un agonista selettivo dei recettori alfa-2 adrenergici: a questo basso dosaggio agisce prevalentemente sulle venule congiuntivali, inducendo una vasocostrizione mirata che riduce l’iperemia senza puntare alla costrizione arteriolare tipica dei vecchi vasocostrittori alfa-1.
Il suo ruolo clinico va quindi interpretato in modo preciso: non è un trattamento dell’uveite, della cheratite, del glaucoma acuto o di altre cause patologiche dell’occhio rosso, ma un presidio sintomatico a breve termine per la riduzione temporanea dell’iperemia congiuntivale lieve. Può essere preso in considerazione solo quando il quadro è compatibile con un arrossamento superficiale e transitorio e sono stati esclusi dolore profondo, fotofobia importante, calo del visus, secrezione purulenta o iniezione pericheratica. Gli studi disponibili descrivono un effetto rapido sulla riduzione del rossore, osservabile dai primi minuti dopo l’instillazione e mantenuto per alcune ore, con valutazioni condotte prevalentemente in adulti e in contesti di arrossamento lieve da irritazioni minori [1-4]».
Brimonidina 0,025%: riduzione sintomatica dell’arrossamento oculare lieve
I vecchi farmaci vasocostrittori ad azione alfa-1 sono spesso associati al fenomeno dell'iperemia da rimbalzo (effetto rebound) e alla tachifilassi. La brimonidina allo 0,025% supera questi limiti clinici?
Prof. Giulio Maria Modorati: «I dati clinici pubblicati suggeriscono che, alla concentrazione dello 0,025%, la brimonidina possa ridurre l’iperemia congiuntivale con un profilo di tollerabilità favorevole negli studi disponibili. Rispetto ai vasocostrittori adrenergici meno selettivi, il meccanismo d’azione alfa-2 e il dosaggio ridotto sono stati associati a una minore evidenza di rebound o tachifilassi nei trial a breve termine; questa osservazione non autorizza però a impiegarla quando il rossore è persistente, doloroso, associato a disturbi visivi o potenzialmente secondario a patologia oculare [1-4]».
Gli studi clinici sulla brimonidina 0,025% in relazione all'occhio rosso
Quali evidenze scientifiche sono attualmente disponibili su PubMed a supporto dell'efficacia e della sicurezza di questa formulazione, e cosa emerge riguardo agli effetti sulla pupilla o sulla superficie oculare?
Prof. Giulio Maria Modorati: «La letteratura indicizzata su PubMed documenta studi clinici e revisioni sulla brimonidina tartrato 0,025% per la riduzione temporanea dell’arrossamento oculare lieve. Nel contesto dell’articolo, Lumobry è il nome commerciale del collirio a base di brimonidina tartrato 0,025% disponibile per la riduzione sintomatica dell’iperemia congiuntivale lieve. I trial disponibili hanno valutato efficacia e sicurezza principalmente in adulti con iperemia congiuntivale non attribuita a patologie oculari maggiori; il lavoro più recente individuato su PubMed riguarda una formulazione preservative-free di brimonidina 0,025%, confrontata con una formulazione già disponibile della stessa concentrazione, con risultati di non inferiorità e profilo di sicurezza simile nel periodo osservato [1-4].
Un aspetto rilevante per la sicurezza riguarda gli effetti sul diametro pupillare e il rischio di mascherare quadri clinici più importanti. Negli studi citati la brimonidina 0,025% non è stata associata a midriasi clinicamente significativa e il rebound è risultato basso o trascurabile nel periodo di follow-up; questi dati, tuttavia, non eliminano la necessità di escludere glaucoma acuto ad angolo chiuso, uveite, cheratite, dolore oculare, fotofobia intensa o calo visivo prima dell’uso. I risultati vanno quindi letti come supporto a un impiego sintomatico e circoscritto, non come indicazione terapeutica per patologie infiammatorie, infettive o pressorie dell’occhio [1-4]».
Caratteristica clinica | Brimonidina tartrato 0,025% | Vasocostrittori comuni alfa-1 |
Bersaglio vascolare | Venule congiuntivali, con selettività alfa-2 | Prevalente azione alfa-1, variabile secondo il principio attivo |
Rischio rebound | Non evidenziato in modo clinicamente significativo nei trial a breve termine citati | Possibile con alcuni vasocostrittori; dipende da molecola, modalità e durata d’uso |
Effetto sulla pupilla | Non associata a midriasi clinicamente significativa negli studi citati | Da valutare in base al principio attivo e al profilo del paziente |
Tempo di azione | Rapido, dai primi minuti dopo l’instillazione | Rapido, variabile secondo la formulazione |
Uso raccomandato | Sintomatico, a breve termine, nei casi lievi e dopo esclusione delle red flags | Uso limitato e prudente, secondo indicazioni del prodotto |
Sicurezza, controindicazioni e criteri di esclusione
Quali sono le controindicazioni assolute, le interazioni farmacologiche e i segnali d'allarme diagnostici che impongono l'esclusione di questo trattamento?
Prof. Giulio Maria Modorati: «Anche a basso dosaggio, la brimonidina tartrato richiede attenzione alle controindicazioni, alle interazioni e alle avvertenze riportate nelle informazioni ufficiali del medicinale. In particolare, l’uso va escluso in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti e non deve essere impiegato quando il rossore oculare è persistente, doloroso, associato a disturbi visivi o compatibile con infezione, trauma, cheratite, uveite o glaucoma acuto. Va inoltre valutato con cautela nei pazienti con condizioni cardiovascolari, cerebrovascolari, epatiche o renali, in gravidanza o allattamento, nei bambini e nei soggetti in terapia con farmaci che possano interagire con la trasmissione adrenergica o con la pressione arteriosa. Per questo motivo, il collirio non dovrebbe essere presentato come una risposta generica all’occhio rosso, ma come un’opzione sintomatica circoscritta ai casi lievi e transitori, nel rispetto delle informazioni ufficiali del medicinale e dopo esclusione dei segni d’allarme [5].
Sul piano della diagnosi differenziale, che è il fulcro di un portale specialistico come questo, è essenziale discriminare l’iperemia aspecifica e lieve da quadri patologici complessi. Un occhio rosso potenzialmente idoneo a un trattamento decongestionante sintomatico si presenta con acutezza visiva preservata, assenza di dolore profondo, assenza di fotofobia intensa, assenza di secrezioni purulente e assenza di iniezione pericheratica.
Al contrario, la presenza di dolore oculare sordo o trafittivo, fotofobia intensa, calo del visus, miosi o midriasi fissa, oppure iniezione pericheratica costituisce un segnale d’allarme clinico. Questi reperti possono orientare verso condizioni che richiedono valutazione specialistica, come uveite anteriore acuta, glaucoma acuto ad angolo chiuso o cheratite infettiva. In tali contesti, il collirio decongestionante non deve essere usato per mascherare il quadro: la priorità è identificare e trattare la causa dell’occhio rosso, evitando ritardi diagnostici».
Diagnosi sifferenziale: occhio rosso lieve vs uveite anteriore
Per lettori e professionisti che consultano il portale, lo schema seguente riassume le principali red flags cliniche utili a distinguere un occhio rosso lieve da un quadro potenzialmente compatibile con uveite anteriore, glaucoma acuto o cheratite infettiva.
- Iniezione vascolare: congiuntivale diffusa nell’iperemia lieve o irritativa; cilio-congiuntivale o pericheratica nei quadri compatibili con uveite, glaucoma acuto o cheratite.
- Sintomatologia dolorosa: Sensazione di corpo estraneo o bruciore (lieve) vs Dolore profondo, sordo e orbitario (Uveite).
- Funzione visiva: Trasparenza e visus conservati vs Offuscamento visivo o calo del visus.
- Riflessi pupillari: Pupilla normoreagente nell’iperemia lieve vs miosi irregolare, scarsa reattività pupillare o alterazioni associate a dolore e fotofobia nell’uveite anteriore.
Domande frequenti sull’occhio rosso
Quando l’occhio rosso richiede una visita urgente?
L’occhio rosso richiede valutazione oculistica urgente se compaiono dolore profondo, fotofobia intensa, calo della vista, secrezione purulenta, pupilla alterata o rossore concentrato intorno alla cornea.
Il collirio decongestionante cura l’uveite?
No, un collirio decongestionante non cura l’uveite e non deve essere considerato un trattamento eziologico: può avere un ruolo solo nella riduzione temporanea dell’arrossamento lieve, quando non sono presenti segni d’allarme.
Qual è il ruolo della brimonidina 0,025% nell’occhio rosso?
La brimonidina 0,025% può contribuire alla riduzione temporanea dell’iperemia congiuntivale lieve; non sostituisce la diagnosi, non tratta le cause dell’occhio rosso e deve essere usata secondo le informazioni ufficiali del medicinale.
Quali sintomi distinguono l’occhio rosso lieve dall’uveite?
L’occhio rosso lieve tende a presentarsi con bruciore o irritazione e vista conservata, mentre l’uveite può associarsi a dolore profondo, fotofobia, calo visivo e alterazioni pupillari.
In conclusione, il collirio a base di brimonidina 0,025% può trovare spazio solo come supporto sintomatico nella riduzione temporanea dell’arrossamento oculare lieve. Il messaggio clinico resta però la diagnosi differenziale: davanti a dolore, fotofobia, calo visivo, secrezione purulenta, pupilla alterata o iniezione pericheratica, la priorità non è attenuare il rossore, ma riconoscere tempestivamente la causa e indirizzare il paziente alla valutazione oculistica appropriata.
Riferimenti bibliografici
- McLaurin E, Cavet ME, Gomes PJ, Ciolino JB. Brimonidine Ophthalmic Solution 0.025% for Reduction of Ocular Redness: A Randomized Clinical Trial. Optom Vis Sci. 2018;95(3):264-271. PMID: 29461408.
- Torkildsen GL, Sanfilippo CM, DeCory HH, Gomes PJ. Evaluation of Efficacy and Safety of Brimonidine Tartrate Ophthalmic Solution, 0.025% for Treatment of Ocular Redness. Curr Eye Res. 2018;43(1):43-51. PMID: 29120262.
- Lee JS, Kim CY. Brimonidine tartrate ophthalmic solution 0.025% for redness relief: an overview of safety and efficacy. Expert Rev Clin Pharmacol. 2022;15(8):911-919. PMID: 35951740.
- Toyos M, DiVito M, Messmer EM, McGee S, Peterson J, Patel A, et al. A Multicenter Randomized Double-Masked Study Comparing Preservative-free Brimonidine Tartrate Ophthalmic Solution 0.025% with LUMIFY® 0.025% for Ocular Redness in Adults. Ophthalmol Ther. 2025;14(9):2283-2299. PMID: 40711722.
- Lumobry 0,25 mg/ml collirio, soluzione — brimonidina tartrato. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto / informazioni regolatorie: indicazioni, posologia, controindicazioni e avvertenze.
Disclaimer istituzionale e note legali
I contenuti espressi in questa intervista hanno carattere informativo, scientifico e divulgativo e sono destinati a un pubblico adulto. Non costituiscono pubblicità sanitaria, invito all’acquisto, diagnosi, prescrizione, raccomandazione terapeutica individuale né sostituiscono il parere del medico oculista, la visita specialistica, la scheda tecnica, il foglietto illustrativo o le informazioni ufficiali del medicinale. Lumobry è citato come nome commerciale del collirio a base di brimonidina tartrato 0,025%; il riferimento ha finalità identificativa e non implica endorsement, preferenza terapeutica o sostituzione della valutazione clinica individuale. L’eventuale uso di un collirio decongestionante a base di brimonidina tartrato 0,025% deve avvenire solo secondo le indicazioni autorizzate, le avvertenze, le controindicazioni e le modalità d’uso riportate nelle fonti ufficiali. In presenza di dolore oculare, fotofobia intensa, calo visivo, secrezione purulenta, trauma, sospetta infezione, rossore concentrato intorno alla cornea, pupilla alterata, peggioramento dei sintomi o persistenza dell’iperemia oltre 72 ore, è necessario sospendere l’autogestione e consultare tempestivamente un medico oculista.
Legal safe check: il testo distingue il trattamento sintomatico dalla diagnosi e dal trattamento delle patologie oculari, limita il ruolo della brimonidina 0,025% alla riduzione temporanea dell’arrossamento lieve, chiarisce che Lumobry è citato solo come nome commerciale del collirio, richiama le fonti bibliografiche e rimanda alle informazioni ufficiali del medicinale e alla valutazione dell’oculista in presenza di segni d’allarme.