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Terapia medica del glaucoma

Terapia medica del glaucoma

Ricevere una diagnosi di glaucoma primario ad angolo aperto può disorientare: la vista può sembrare normale, l’occhio non fa male e la terapia è spesso un collirio da usare ogni giorno anche in assenza di sintomi. Il glaucoma è una neuropatia ottica progressiva: il nervo ottico, che trasmette le immagini dall’occhio al cervello, può danneggiarsi lentamente nel tempo. Il principale fattore di rischio modificabile è la pressione intraoculare. La terapia medica non ripara il danno già avvenuto, ma può rallentare o bloccare la progressione della malattia riducendo la pressione oculare e adattando il trattamento al singolo paziente [1-3,6].

 

L’obiettivo di questa intervista di Francesca Marotta al Prof. Giulio Maria Modorati è rendere comprensibile un tema tecnico: dalla diagnosi alla scelta del collirio, dagli effetti collaterali all’importanza dell’aderenza. Curare il glaucoma non significa solo “abbassare un numero”, ma proteggere nel tempo il nervo ottico e la funzione visiva con una strategia personalizzata.

Il testo si concentra sul glaucoma primario ad angolo aperto, la forma cronica più comune. In questa condizione l’angolo tra iride e cornea resta aperto, ma il trabecolato, la principale “griglia di scarico” dell’umore acqueo, oppone una resistenza aumentata. La pressione intraoculare può quindi aumentare oppure risultare apparentemente normale ma non abbastanza bassa per quel nervo ottico. Le altre forme di glaucoma richiedono percorsi specifici; qui il focus resta la terapia medica del glaucoma ad angolo aperto [1-3,6].

Intervista al Prof. Giulio Maria Modorati

Professor Giulio Maria Modorati

Professore, qual è il primo messaggio da dare a un paziente che riceve una diagnosi di glaucoma?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Il glaucoma è una malattia seria, ma nella maggior parte dei casi può essere controllata. La difficoltà è che spesso avanza in silenzio: nelle fasi iniziali non fa male e non riduce subito la vista centrale. Per questo sono essenziali diagnosi precoce, misurazione della pressione oculare, esame del nervo ottico, campo visivo e monitoraggio nel tempo. Il collirio, se prescritto, va considerato una protezione quotidiana del nervo ottico, non una cura da usare solo quando compaiono sintomi [1,3,6]».

Tutti i glaucomi si curano nello stesso modo?

Prof. Giulio Maria Modorati: «No. Nel glaucoma ad angolo aperto l’obiettivo è ridurre in modo stabile la pressione intraoculare. La terapia medica con colliri resta un pilastro del trattamento: il farmaco viene scelto in base a efficacia attesa, pressione target, tollerabilità, condizioni generali del paziente e semplicità dello schema. Il laser trabeculoplastico selettivo può essere una valida alternativa o integrazione iniziale in pazienti selezionati, ma molti pazienti continuano a gestire la malattia con l’uso regolare dei colliri [2-4,6]».

Come funzionano i colliri per il glaucoma?

Prof. Giulio Maria Modorati: «I colliri abbassano la pressione intraoculare riducendo la produzione dell’umore acqueo o aumentandone il deflusso. Gli analoghi delle prostaglandine sono spesso farmaci di riferimento perché favoriscono il deflusso e si usano, di solito, una volta al giorno. Tra questi rientrano latanoprost, travoprost, bimatoprost e tafluprost. Molecole e associazioni più recenti, come latanoprostene bunod e le combinazioni con inibitori della rho-chinasi, ampliano le opzioni quando serve un controllo più efficace o personalizzato [2,5-7]».

Quali sono le principali classi di farmaci disponibili?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Le classi principali sono analoghi delle prostaglandine, beta-bloccanti, inibitori dell’anidrasi carbonica, alfa-2 agonisti, inibitori della rho-chinasi e associazioni fisse. Le prime aumentano il deflusso; beta-bloccanti e inibitori dell’anidrasi carbonica riducono la produzione del liquido intraoculare; gli alfa-2 agonisti agiscono su entrambi i fronti; gli inibitori della rho-chinasi facilitano soprattutto il drenaggio trabecolare [2,3,6,7]».

Ci sono effetti collaterali che il paziente deve conoscere?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Sì. Gli analoghi delle prostaglandine possono causare arrossamento, crescita delle ciglia, scurimento della pelle palpebrale o dell’iride e irritazione. I beta-bloccanti possono dare bruciore locale e, in soggetti predisposti, rallentamento del battito o peggioramento di asma e broncopneumopatia. Gli inibitori dell’anidrasi carbonica possono provocare sapore amaro, bruciore o allergia; gli alfa-2 agonisti secchezza, sonnolenza o allergia oculare; gli inibitori della rho-chinasi arrossamento e, talvolta, alterazioni corneali reversibili [2,5,6]».

Come si costruisce uno schema terapeutico pratico?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Si parte dalla pressione target, un valore personalizzato scelto in base al danno già presente, alla velocità di progressione, all’età e agli altri fattori di rischio. È un margine di sicurezza per quel nervo ottico. Nei casi iniziali si può cominciare con un solo collirio, spesso una prostaglandina serale. Se non basta, si aggiunge un secondo farmaco o si usa un’associazione fissa. Nei casi più avanzati, o se i colliri non sono tollerati, si considerano laser, sistemi a rilascio prolungato, chirurgia mini-invasiva o chirurgia filtrante tradizionale [2-4,6]».

 Perché l’aderenza alla terapia è così importante?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Perché il collirio funziona solo se viene usato correttamente e con regolarità. Saltare spesso le dosi può far risalire la pressione e aumentare il rischio di progressione. L’aderenza terapeutica è quindi un vero fattore prognostico. Le difficoltà possono dipendere da schema complesso, fastidio locale, costo, dimenticanza o problemi pratici nell’instillazione. Per questo si preferiscono, quando possibile, schemi semplici, associazioni fisse, istruzioni chiare e controlli periodici. La terapia migliore non è solo quella più potente sulla carta, ma quella che il paziente riesce davvero a seguire nel tempo [2,6,8]».

Possiamo riassumere le principali terapie mediche in uno schema semplice, utile anche per il paziente che vuole orientarsi tra i diversi colliri?

Prof. Giulio Maria Modorati: «Sì. La tabella riassume le principali molecole e associazioni usate nella terapia medica del glaucoma ad angolo aperto, con una stima media della riduzione della pressione intraoculare. I dati sono orientativi: l’efficacia reale dipende dal singolo occhio, dalla pressione iniziale, dalla regolarità d’uso, dalla tecnica di instillazione e dalla tollerabilità. La disponibilità dei medicinali e delle formulazioni deve essere verificata nella banca dati AIFA al momento della pubblicazione [2,5-7,9]».

Riduzione indicativa della pressione intraoculare con farmaci disponibili in Italia

Farmaco o associazione

Classe

Riduzione media indicativa della PIO

Nota pratica per il paziente

Latanoprost

Analogo prostaglandinico

circa 25-33%

Una goccia la sera; spesso prima scelta.

Travoprost

Analogo prostaglandinico

circa 25-33%

Simile al latanoprost; possibile arrossamento.

Bimatoprost

Prostamide

circa 27-35%

Molto efficace; può dare iperemia o crescita delle ciglia.

Tafluprost

Analogo prostaglandinico

circa 25-33%

Disponibile anche in formulazioni senza conservante.

Timololo

Beta-bloccante

circa 20-25%

Riduce la produzione di liquido; cautela in asma, BPCO e bradicardia.

Betaxololo

Beta-bloccante selettivo

circa 15-20%

Meno potente del timololo, ma talvolta meglio tollerato sul piano respiratorio.

Carteololo

Beta-bloccante

circa 20-25%

Alternativa ai beta-bloccanti tradizionali secondo profilo clinico.

Dorzolamide

Inibitore dell’anidrasi carbonica

circa 15-22%

Può dare bruciore o sapore amaro.

Brinzolamide

Inibitore dell’anidrasi carbonica

circa 15-22%

Spesso usata come aggiunta; possibile visione offuscata transitoria.

Brimonidina

Alfa-2 agonista

circa 18-25%

Può causare allergia o sonnolenza in alcuni pazienti.

Apraclonidina

Alfa-2 agonista

circa 20-30%

Uso spesso più limitato o mirato; possibile tachifilassi/allergia.

Latanoprost + timololo

Associazione fissa PG + beta-bloccante

circa 30-40%

Utile se la monoterapia non basta; una sola confezione semplifica lo schema.

Travoprost + timololo

Associazione fissa PG + beta-bloccante

circa 30-40%

Combina aumento del deflusso e riduzione della produzione.

Bimatoprost + timololo

Associazione fissa prostamide + beta-bloccante

circa 30-40%

Molto usata quando serve maggiore efficacia pressoria.

Tafluprost + timololo

Associazione fissa PG + beta-bloccante

circa 30-40%

Opzione utile anche in pazienti sensibili ai conservanti, secondo formulazione.

Dorzolamide + timololo

Associazione fissa CAI + beta-bloccante

circa 25-35%

Riduce la produzione del liquido con due meccanismi complementari.

Brinzolamide + timololo

Associazione fissa CAI + beta-bloccante

circa 25-35%

Alternativa alla dorzolamide/timololo in base a tollerabilità e disponibilità.

Brimonidina + timololo

Associazione fissa alfa-2 agonista + beta-bloccante

circa 25-35%

Utile quando serve aggiungere un meccanismo diverso.

Brinzolamide + brimonidina

Associazione fissa CAI + alfa-2 agonista

circa 25-35%

Opzione senza beta-bloccante, utile se il timololo non è indicato.

Latanoprost + netarsudil

Associazione fissa PG + inibitore rho-chinasi

circa 30-40%

Agisce anche sulla via trabecolare; possibile arrossamento.

Le percentuali riportate sono valori medi orientativi ricavati da studi clinici, revisioni e schede tecniche: non sono una promessa di efficacia né un’indicazione terapeutica individuale. L’effetto reale dipende da pressione di partenza, orario di misurazione, tecnica di instillazione, aderenza e risposta individuale. Principi attivi e associazioni devono essere verificati rispetto alle formulazioni autorizzate, rimborsate e disponibili in Italia consultando banca dati AIFA, Foglio Illustrativo e Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. La scelta del collirio resta sempre personalizzata dall’oculista [2,5-9].

In sintesi, la terapia medica del glaucoma primario ad angolo aperto è un percorso di lungo periodo fondato su quattro pilastri: ridurre la pressione intraoculare, proteggere il nervo ottico, rendere la cura sostenibile e favorire l’aderenza terapeutica. Non esiste un collirio “migliore” per tutti: la scelta dipende da efficacia attesa, tollerabilità, condizioni generali e possibilità di seguire lo schema prescritto.

Ogni paziente deve essere seguito nel tempo da un oculista ed eseguire gli esami di controllo indicati, come misurazione della pressione oculare, valutazione del nervo ottico, OCT e campo visivo. Una valutazione iniziale presso un Centro Glaucoma di secondo livello è fondamentale per definire l’indirizzo terapeutico più appropriato — medico, laser/parachirurgico o chirurgico — e impostare una strategia personalizzata. Il successo della cura nasce dall’equilibrio tra scienza, continuità e collaborazione tra paziente e oculista [3,6,8].

Disclaimer medico e note legali

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative e non sostituisce in alcun modo una visita oculistica, una diagnosi, una prescrizione, un’indicazione terapeutica personalizzata o il rapporto diretto medico-paziente. Il glaucoma può evolvere senza sintomi evidenti: non modificare, sospendere o iniziare colliri, laser, procedure parachirurgiche, interventi chirurgici o altre terapie sulla base di questo testo senza aver consultato l’oculista curante.

Le informazioni su farmaci, riduzione della pressione intraoculare, effetti collaterali, indicazioni autorizzate, rimborsabilità, regime di fornitura e disponibilità commerciale possono cambiare nel tempo. Prima della pubblicazione è necessario verificare le schede tecniche aggiornate, il Foglio Illustrativo, il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, le controindicazioni e la disponibilità dei medicinali nella banca dati AIFA. Le percentuali riportate sono medie indicative e non garantiscono il risultato nel singolo paziente.

Il testo non deve essere interpretato come promozione di specifici farmaci, marchi commerciali, dispositivi o procedure, né come invito all’autoprescrizione. Eventuali nomi di principi attivi e associazioni sono citati a scopo descrittivo, scientifico e informativo. Per un controllo legale completo, soprattutto in caso di pubblicazione online, materiale promozionale, informazione sanitaria rivolta al pubblico o uso da parte di una struttura sanitaria, è consigliabile una revisione da parte di un professionista legale esperto in comunicazione sanitaria, normativa farmaceutica, pubblicità sanitaria e tutela del consumatore/paziente.

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